Percorso 13 in bicicletta: Francesco Petrarca e le seduzioni dei Colli Euganei

Difficoltà: facile

Lunghezza: 24,6 km circa

Tempo previsto: 3 ore circa

Partendo da Monselice e pedalando tranquillamente lungo stradine che affiancano le vie d’acqua navigabili contenute da antichi argini, sarà possibile arrivare al borgo medievale di Arquà, il cui nome è indissolubilmente legato alla figura di Francesco Petrarca. Qui il poeta morì nel 1374 dopo avervi trascorso gli ultimi anni della sua vita. Il corteo funebre si svolse lungo le strade liquide che collegano Arquà a Padova.

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La partenza è prevista da Monselice, cittadina nota per il castello e per il carattere pittoresco che in parte le deriva dal rudere che la sovrasta, il noto Mastio Federiciano (la Rocca). Il profilo della cittadella è inoltre ingentilito da numerosi edifici di pregio, visitabili, e dal fluire luminoso del Canale Bisato. Usciti dalla stazione ferroviaria di Monselice, dopo aver attraversato il centro cittadino, si imbocca l’argine sinistro del Canale Bisato in direzione Este. Dopo quasi cinque chilometri si incontra un ponte cinquecentesco in mattoni che già in passato permetteva l’accesso al piccolo borgo di Marendole. Questo piccolo centro abitato, addossato alle rive del canale, si sviluppa attorno alla Chiesa di San Nicola e alla seicentesca Villa Molini Buzzaccarini. Proseguendo lungo l’argine, a sette chilometri dalla partenza si staglia sulla destra, su quel che resta del Monte Buso, il profilo di Villa Ca’ Barbaro. L’entrata alla villa è preceduta da uno splendido viale alberato che giunge fino alle sponde del canale. Imboccato il viale, arrivati di fronte alla villa si svolta a destra in una stradina che, serpeggiando nel mezzo della campagna, sfiora diversi laghetti artificiali, testimonianze dell’intensa attività estrattiva che ha contraddistinto la zona. Oltrepassato l’ultimo dei laghetti, detto delle Rose, si sale sulla strada asfaltata che porta verso Arquà Petrarca immersi in un dolce paesaggio collinare contraddistinto da vigneti, uliveti e alberi da frutto. Il borgo di Arquà Petrarca è stato ammesso da qualche anno al ristretto club dei Borghi più Belli d’Italia e ha ricevuto l’elezione a Bandiera Arancione del Touring Club. Oltre ai numerosi edifici degni di menzione, in parte legati al nome del poeta Francesco Petrarca, il borgo è noto per i molti itinerari naturalistici che lo attraversano e per la quantità e qualità dei prodotti tipici, tra i quali l’olio, il vino, le giuggiole e il miele. Lasciato Arquà Petrarca si segue via Costa fino all’omonimo lago per imboccare la rettilinea via dei Colli che, sfiorando sulla sinistra l’abitato di Monticelli, arriva sul Canale Battaglia all’altezza di Villa Emo, splendida architettura cinquecentesca attribuita a Vincenzo Scamozzi. Poco a nord della villa, un ingegnoso manufatto idraulico permette alle acque della campagna addossata ai colli di defluire oltre il canale, grazie al ponte-canale detto di Montaigne, in onore allo scrittore francese che rimase tanto impressionato dall’articolato meccanismo idraulico da dedicarvi alcune righe appassionate nel suo diario di viaggio in Italia. Preso l’argine in direzione sud, si ritorna verso Monselice.

Da dove partire: La partenza è prevista dalla stazione ferroviaria di Monselice (linea Padova-Bologna), facilmente raggiungibile perché vi fermano numerosi treni. Si consiglia di informarsi in precedenza se il treno fornisce il servizio di trasporto biciclette. Nei pressi della stazione ci sono numerosi parcheggi per chi arriva con la propria auto. Lungo tutto il percorso si incontrano molti ristoranti, trattorie e osterie in cui sostare e gustare i prodotti tipici dei Colli Euganei, in particolare nella zona di Arquà Petrarca e a Monselice. La durata del percorso non tiene conto di eventuali soste.