Percorso 7 in bicicletta: Il paesaggio della bonifica tra idrovore, canali e oasi naturalistiche

Difficoltà: intermedia

Lunghezza: 28,5 chilometri circa

Tempo previsto: 3 ore e 30 minuti circa

Percorrendo quest’itinerario ci s’immerge tra campagne coltivate che, al di là del Bacchiglione, si perdono all’orizzonte e sono segnate da una fitta rete di corsi d’acqua. È il tipico paesaggio della bonifica, risultato della fatica e dell’ingegno profusi dall’uomo nel corso di secoli.

2 Scavo scolo

Attraverso quest’itinerario, pedalando lungo stradine sterrate e asfaltate, si ha la possibilità di scoprire un territorio poco conosciuto ma denso di particolarità sia dal punto di vista naturalistico che storico-culturale. La chiesa di San Leonardo di Limoges e la corte benedettina di Correzzola sono le testimonianze tangibili della presenza dei monaci che hanno trasformato nei secoli questo territorio, rendendo fertile una vasta area di terre improduttive e acquitrinose. Seguendo l’argine destro del Bacchiglione che costeggia la corte, ci si dirige verso l’idrovora di Santa Margherita di Codevigo. Questo impianto di fine Ottocento, in cui spicca ancor oggi la vecchia ciminiera, determinò una svolta nella bonifica di quest’ampio territorio. All’interno dell’ex carbonaia è stato allestito un interessante museo sulla storia delle idrovore: un piccolo parco di archeologia industriale, che conserva pregevoli macchinari tra cui la vecchia ruota ‘a schiaffo’ dell’idrovora di Santa Margherita. Riprendendo il percorso ci si trova circondati da campi dal terreno tenero e sabbioso, situati ai margini di vari corsi d’acqua: vi si coltivano i prodotti tipici del luogo. Tra i più noti, l’asparago bianco e il radicchio di Conche. Ritornati lungo l’argine sinistro del Bacchiglione ci si inoltra in un’oasi naturalistica particolarmente affascinante. Una fitta vegetazione fa da cornice a un’ampia zona umida, habitat ideale per molte specie animali e vegetali. L’oasi di Ca’ di Mezzo, infatti, è stata costruita non solo per migliorare la qualità delle acque superficiali ma anche per salvaguardare l’ambiente, la flora e la fauna. Dopo aver sbirciato dall’osservatorio naturalistico l’elegante airone cinerino che spicca il volo, ci si lascia alle spalle la florida oasi per raggiungere l’ultima destinazione. Pedalando lungo una stradina bianca che costeggia il corso d’acqua, immersi nella tranquillità della campagna, si potranno scorgere qua e là antiche case coloniche e fattorie benedettine, fino ad arrivare all’idrovora Barbegara. Qui, oltre al fascino della struttura architettonica, si può incontrare qualche solitario pescatore che scruta, nell’attesa, il lento scorrere dell’acqua.

Da dove partire:

Con partenza dalla chiesa di San Leonardo di Limoges nel centro di Correzzola, ci si dirige verso la corte benedettina imboccando la via di fronte alla chiesa. Seguire poi la stradina asfaltata che costeggia la corte, fino a raggiungere l’argine destro del Bacchiglione. Percorrere l’argine fino al ponte: girando a sinistra si raggiunge l’idrovora di Santa Margherita e il museo adiacente. Proseguendo si attraversa il ponte in direzione Oasi di Ca’ di Mezzo. Imboccare poi la stradina bianca che costeggia il fiume e percorrere via San Rocco e via Lovo. Tornando in direzione Correzzola, si prende una stradina bianca fino a raggiungere l’idrovora Barbegara. Arrivati in via Vanezza si torna verso la chiesa di San Leonardo.