Percorso 5 in Barca: Il Po di Pila e le sue Buse: quando il grande fiume incontra il mare

Difficoltà: facile

Lunghezza: 16 km circa

Tempo previsto: 3 ore circa

È un itinerario tra i più affascinanti dell’intero Delta del Po perché si snoda tra paesaggi suggestivi, dove è possibile ammirare l’incontro tra le acque salse del mare e quelle dolci del grande fiume. Qui la terra e il litorale sono in continuo mutamento: un divenire incerto e ricco di sorprese.

2 Scardovari ph. Giada Milan

L’ultimo tratto del fiume Po si divide in un dedalo di rami secondari e piccole lagune chiuse da scanni (cordoni litorali di sabbia). La geografia degli ultimi chilometri è molto incerta: le lingue di terra sono precarie, gli scanni sabbiosi cambiano di anno in anno, le lagune mutano e sembrano organismi vivi, i canali si insabbiano o si allargano a seconda dei detriti trasportati dal fiume e i segni dell’uomo sono in balia dell’antico dio del mare, Nettuno. Questo itinerario racchiude senza dubbio la natura più intima delle terre del Delta: paesaggi in transizione, dove i confini si modellano di anno in anno e dove una burrasca con vento di Bora può causare cambiamenti che la successiva mareggiata, spinta dallo Scirocco, può stravolgere nuovamente. L’itinerario parte dal porto del piccolo borgo di pescatori di Pila. Da qui il Po di Pila si divide in tre rami: Busa di Tramontana, Busa Dritta e Busa di Scirocco rispettivamente a nord, est e sud. Questi canali secondari comprendono la riserva naturale della Batteria, la laguna del Burcio, il lago Panarin, la laguna del Basson, le Pezze e Scano Boa. Salpati dal molo, l’imbarcazione si dirige verso nord imboccando la Busa di Tramontana. Percorsi circa 2 km, ci si immette a destra in uno stretto canale con sponde ricoperte da cannuccia palustre: si entra così nella riserva naturale della Batteria. Alla fine di questa galleria immersa nella vegetazione l’orizzonte si apre su un’area dai bassi fondali. Navigando a cavallo tra la Batteria e la laguna del Burcio si vedranno in lontananza, verso sud, i resti degli edifici di un’azienda agricola abbandonata e parzialmente sommersa dalle acque: spettacolare testimonianza di un estremo tentativo di antropizzazione del Delta. Puntando in lontananza verso il faro si esce dalla laguna del Burcio e si entra in Busa Dritta. Navigando sicuri verso est, lo scafo raggiunge l’estrema propaggine del Delta. Da qui, compiendo una virata, si entra in uno stretto canale che si apre sulla laguna del Basson fino a raggiungere la spiaggia incontaminata di Scano Boa. Su questo estremo cordone di sabbia si potranno ammirare alcuni casoni con il caratteristico tetto in cannuccia palustre. Dopo una breve sosta, a discrezione del capitano, la barca risale la Busa di Scirocco e torna al porticciolo di Pila.

Da dove partire: Il percorso è pensato per coloro che possiedono una piccola imbarcazione (possibilmente a fondo piatto). Si consiglia di prestare massima attenzione alle maree. Il fondale in alcuni punti è molto basso e c’è il rischio di incagliarsi. La partenza è prevista presso il piccolo molo a fianco delle cavane dei pescatori a Pila. Vengono organizzate escursioni che variano a seconda del periodo dell’anno. Per informazioni e/o prenotazioni rivolgersi a Navigazione Marino Cacciatori ai numeri 0426/380314 o 334/7035765. Parco Regionale Veneto del Delta del Po 0426/372202. IAT Porto Tolle 0426/247276. IAT Porto Viro 320/4314300. IAT Rosolina 0426/326020. Ufficio Turismo e Cultura Provincia di Rovigo 0425/21530. Consorzio Turistico Delta del Po 0426/337824.