Percorso 20 in bicicletta: Pedalare a perdita d’occhio: le bonifiche di Terzo e Quarto Bacino

Difficoltà: facile

Lunghezza: 18,5 chilometri circa

Tempo previsto: 2 ore e 30 minuti circa

L’area a nord di Bibione ha cambiato radicalmente fisionomia grazie alla “bonifica integrale” realizzata nella prima metà del Novecento. Da terreni paludosi furono ricavate ampie aree coltivabili e stabili insediamenti abitativi per i lavoratori in case coloniche di grandi dimensioni.CASA MINISCALCHI_1

La sistemazione idraulica e agraria dei terreni compresi tra il Tagliamento a est, il Canale dei Lovi a ovest, la Litoranea Veneta a sud e il canale del Ghebbo a nord è conosciuta come l’area di bonifica di Terzo e Quarto Bacino. Pedalando lungo queste stradine di campagna poco trafficate si attraversano due delle principali zone di bonifica, divise tra loro dal canale Lugugnana. Il percorso prevede numerosi punti d’interesse correlati all’intensa attività di drenaggio e di riordino idraulico: l’idrovora Terzo Bacino, i canali di scolo, le ortogonali geometrie agrarie e le caratteristiche stradine interpoderali. L’intervento dell’uomo in queste aree è avvenuto tra gli anni Venti e Trenta del Novecento per renderle produttive e sconfiggere la malaria. Numerose sono qui le tipiche ‘case coloniche’: edifici residenziali di grandi proporzioni, battezzate con gli antichi toponimi locali (Busa delle Ostreghe, Corte Grego, Ghebbi, Ara del Lago), molte delle quali oggi in stato di decadenza e abbandono. Furono queste le case che ospitarono numerose famiglie di braccianti veneti: la manodopera a basso costo che concorse a diffondere il dialetto Veneto in alternativa al più radicato e antico Friulano. Il piccolo centro abitato di Terzo Bacino, organizzato attorno alla chiesetta colonica, testimonia come si sia sviluppata in breve tempo un’intensa vita associativa tra i nuovi abitanti. Lungo questo tracciato è possibile ammirare inoltre alcuni esempi di antichi ‘casoni’ (le capanne di legno dal caratteristico tetto formato da cannucce palustri), oltre all’area dove probabilmente sgorgavano le calde acque termali in epoca romana. L’area, frequentata da numerosi uccelli migratori, è meta interessante per il birdwatching.

Da dove partire:

Si parte dall’area attrezzata per il birdwatching in via Litoranea. Da qui si prosegue in direzione ovest lungo la via che costeggia l’idrovia Litoranea Veneta fino a oltrepassare il ponte sul canale Lugugnana. Imboccare quindi via dei Braccianti e proseguire sempre dritto fino all’argine del canale dei Lovi. Svoltare a destra e, oltrepassati i Casoni di Ara dei Castrai e l’idrovora di Terzo Bacino, seguire la principale che curva a destra; al bivio successivo girare a sinistra in direzione nord. All’altezza del nucleo abitato di Terzo Bacino girare a destra in via Valpellina quindi ritornare in via dei Braccianti. Passato nuovamente il ponte sul Canale della Lugugnana svoltare a sinistra in via IV Bacino fino al punto ‘Casa Miniscalchi’; qui si svolta a destra e, dopo circa 800 metri, girare nuovamente a destra così da ritornare al punto di partenza. Si sconsiglia questo itinerario durante i momenti più caldi delle giornate estive.